
Maria Antonietta Terzoli, Dante autore e maestro. Ipotesi critiche su Commedia, Trionfi, Decameron, Carocci editore, 2025, pp. 256.
Con la memorabile invocazione rivolta a Virgilio in apertura della Commedia, Dante codifica in maniera emblematica un paradigma storiografico che riconosce nella tradizione il punto di partenza, il modello e l’avvio dell’atto stesso della scrittura. E con il poema che si accinge a scrivere si pone come autore e maestro per le successive generazioni. Il volume raccoglie saggi dedicati sia alla Commedia sia a scrittori per i quali Dante è maestro imprescindibile, anche se non sempre riconosciuto: modello implicito o esplicito di opere che a lui si rifanno per genere, tematiche, personaggi.
Il primo capitolo mostra come sono descritte (e costruite) le opere d’arte divine scolpite sulla parete della prima cornice. Per il terzo bassorilievo – Traiano che rende giustizia a una vedova – si propone il rinvio a un’opera antica di impressionante qualità. Il secondo saggio indaga i rapporti non univoci – difficili da ricondurre a un sistema unitario per la varietà dei temi – tra le singole scene e il programma iconografico generale dei bassorilievi collocati sul pavimento della stessa cornice. Si tratta di un’aporia programmatica? Le diverse interpretazioni sembrano indotte da una macchina testuale ambivalente, illusoria, in cui contemplazione e meditazione hanno funzione educativa non solo per penitenti e narratore, ma anche per lettori e lettrici: obbligati a un esercizio di abbassamento intellettuale, di umiliazione cognitiva da una costruzione labirintica di collegamenti plurimi e volutamente imperfetti. Il terzo saggio indaga la funzione strutturale di Purgatorio XXX, riflettendo sulla menzione – unica nella Commedia – del nome del protagonista in cui scorge anche un’esibizione di virtuosismo compositivo. Nelle prime parole di Beatrice – al centro del canto, nel verso che segue la dichiarazione della sua identità – sono iscritti il titolo del poema e la firma dell’autore.
Utilizzando criteri di esclusione su tratti pertinenti, il quarto saggio tenta di identificare la misteriosa guida dei Trionfi, rilevante per l’interpretazione del poema e la comprensione del rapporto dell’autore con i suoi modelli. I versi offrono indizi cifrati, ma precisi, che rimandano a Dante: lo scomodo, ineliminabile predecessore di Petrarca nella poesia volgare, suo inarrivabile maestro nell’incompiuto poema. A Boccaccio, grande ammiratore di entrambi, è dedicato il saggio Artisti e poeti nella sesta giornata. Giotto e Guido Cavalcanti, evocati in Purgatorio XII, sono protagonisti di due novelle della sesta giornata del Decameron (5 e 9). In entrambe sono ripresi aneddoti antichi cari a Petrarca, ma altri elementi, collegati alla riflessione su poesia e pittura, rivelano anche un sofisticato rinvio alla Commedia. L’accostamento di queste novelle non contigue consente di riconoscere una messa in scena del rapporto tra arte figurativa e arte della parola. Contemporaneità di Dante mostra come la polivalenza metaforica e la sofisticata polisemia della Commedia abbiano dato luogo nei secoli alle più diverse riletture e riscritture, con sorprendenti e suggestive contaminazioni.