e sempre di mirar faceasi accesa (Par. 33.99)
e sempre di mirar faceasi accesa (Par. 33.99)

Dante’s emotions

Giulia Bonaldi, Dante’s emotions: tears and smiles between time and eternity, (Re)visionen 8, Berlin/Boston, De Gruyter, 2025, 315 pp.

Il volume offre la prima indagine sistematica dedicata al pianto e al sorriso nell’opera di Dante, affrontando due aspetti centrali dell’esperienza emotiva che, pur avendo ricevuto osservazioni puntuali da parte della critica, non avevano finora ricevuto una trattazione monografica unitaria. Collocandosi all’incrocio tra studi danteschi, storia delle emozioni, teologia e critica letteraria, il libro propone una rilettura della Vita nuova e della Commedia che individua nelle lacrime e nel sorriso due categorie strutturanti della poetica e del pensiero di Dante: le emozioni non sono considerate solo come semplici elementi espressivi o motivi ricorrenti, bensì come fenomeni dotati di valore conoscitivo e teologico, inscritti nell’itinerario dantesco secondo una traiettoria ascensionale che conduce dalle lacrime al sorriso, dal peccato alla beatitudine. Il volume si distingue per l’ampiezza della documentazione e per il costante dialogo con fonti bibliche, patristiche e romanze, oltre che con la tradizione esegetica dantesca, esplorando il dialogo di Dante anche con materiali meno canonici, come planctus Mariae, visiones animarum, laudari e arte figurativa.

Attraverso un approccio testuale e filologico, l’autrice sostiene l’idea che Dante abbia influenzato profondamente l’espressione emotiva nella cultura italiana: le sue opere non sono considerate soltanto come testimonianze storiche, ma è messo in luce il loro decisivo contributo nel modellare la rappresentazione delle emozioni, sia dal punto di vista lessicale che semantico.

L’autrice mostra come, dalla Vita nuova alla Commedia, le lacrime conoscano una profonda trasformazione semantica: da manifestazione della sofferenza amorosa esse diventano progressivamente uno strumento di conversione e salvezza. Nella Commedia le lacrime costituiscono il principale strumento condiviso di contrappasso dei dannati nell’Inferno e definiscono il percorso penitenziale nel Purgatorio, divenendo il vero segno esteriore del pellegrino esule sulla via del ritorno alla patria celeste.

Di particolare interesse è la sezione dedicata al sorriso. Attraverso un’attenta analisi del sorriso di Beatrice, della Vergine e dei beati in Paradiso, il volume sostiene che Dante elabori una vera e propria “theology of the smile” (p. 250), concependo l’aldilà come uno spazio strutturato attorno al sorriso quale manifestazione della beatitudine e del divino nell’umano, culminante nella rappresentazione finale del sorriso di Dio. In questa prospettiva, il poeta contribuirebbe in modo decisivo all’“invenzione” letteraria del sorriso nella tradizione italiana, superando l’ambiguità che la cultura medievale attribuiva al riso.

Grazie a una metodologia rigorosa e a una prospettiva interdisciplinare, il volume offre dunque un contributo rilevante sia agli studi su Dante sia alla storia delle emozioni, aprendo nuove prospettive di ricerca sul rapporto tra esperienza affettiva, rappresentazione letteraria e riflessione teologica nel Medioevo.