e sempre di mirar faceasi accesa (Par. 33.99)
e sempre di mirar faceasi accesa (Par. 33.99)

Percorsi danteschi nell’opera di Giovanni Pascoli

Il volume Percorsi danteschi nell’opera di Giovanni Pascoli, cocurato da Carla Chiummo e Sebastiano Valerio (Pensa Multimedia, Collana “Mele cotogne”, 2025, pp. 342), raccoglie gli atti del convegno foggiano-barese svoltosi nel dicembre del 2021. Sono qui presenti i maggiori studiosi di Pascoli e in particolare del dantista, a cominciare da Maurizio Perugi, che esplora Le modalità del parto mistico nel sistema delle ipostasi pascoliane, mettendo al centro le ascendenze bibliche, patristiche e in specie agostiniane e neoplatoniche di questo percorso. Su questo stesso fronte si muove l’intervento di Sebastiano Valerio, riguardo alla figura ‘mistica’ di Matelda, rievocando, negli intrecci danteschi, alcune importanti ascendenze classiche, come quelle di Ovidio e Stazio, oltre che quelle provenienti dalla prima poesia in volgare, tra Rosa fresca aulentissima e il Cavalcanti in connubio con la Vita nova. Agostino torna al centro dell’intervento di Carla Chiummo su accidia e libertà nel Dante di Pascoli, e in quello di Massimo Seriacopi sugli inediti pascoliani a tema dantesco. Quest’ultimo contributo si inserisce nell’ambito del fronte più puntualmente filologico che interessa anche gli interventi di Daniela Gionta e Francesca Florimbii, incentrati sulle lezioni dantesche di Pascoli nei suoi corsi bolognesi degli ultimi anni. Ancora filologia ed ermeneutica negli interventi di Giorgio Forni sul saggio pascoliano Sotto il velame, di Giovanni Capecchi sulla Mirabile visione e di Luca Verrelli sui discorsi garibaldini di Pascoli. Questi ultimi si intrecciano indissolubilmente con l’esegesi dantesca, come ricorda il contributo di Giovanni Barberi, in cui al centro è collocato l’allegorismo dantesco-garibaldino-pascoliano. Sui discorsi a tema virgiliano-dantesco si sofferma Patrizia Paradisi, attraversando la prosa della Festa italica, un discorso pronunciato da Pascoli nel 1906 presso la Società Dante Alighieri di Mantova. Su ulteriori concetti e allegorismi determinanti si sofferma Daniela De Liso, toccando nuclei esegetici centrali del Pascoli dantista – la selva oscura, le tre fiere, il corto andare e l’altro viaggio – da lui offerti alla raffinata rivista napoletana «Flegrea», così come Davide Canfora affronta l’innovativa esegesi pascoliana sui concetti di disdegno e ingegno di Inf. X. A chiudere le più innovative letture del Pascoli dantista sul fronte squisitamente poetico, si incontrano gli interventi di Marina Marcolini sulla cosmologia dell’ode Alla cometa di Halley e di Yannick Gouchan sul dantismo visionario del Conte Ugolino. Il volume è inoltre impreziosito dall’Introduzione firmata da Francesco Tateo, maestro insigne degli studi danteschi, che rende a sua volta omaggio a un eminente studioso dell’Ateneo barese prematuramente scomparso: il suo allievo Nicola Valerio, che sin dagli anni ’70 e ’80 aveva messo in luce gli snodi più interessanti del poco esplorato, almeno a quell’altezza cronologica, dantismo pascoliano.