e sempre di mirar faceasi accesa (Par. 33.99)
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Allegoria e allegoresi

Matteo Maselli, Allegoria e allegoresi nella testualità medievale (Biblioteca dell’«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, 554), Firenze, Leo S. Olschki, 2026, pp. xvi-246.

Il volume, che si apre con la prefazione di Paola Nasti, offre un’analisi sistematica delle forme, delle funzioni e delle trasformazioni dell’allegoria nel pensiero e nella testualità medievale, interrogandone al contempo le potenzialità e i limiti come strumento ermeneutico.

Attraverso un’indagine che intreccia storia delle idee, esegesi biblica, teologia, filosofia e teoria della letteratura, il lavoro esamina le modalità che configurano l’allegoria non soltanto come figura retorica o tecnica interpretativa, ma anche come autentico strumento di conoscenza e di accesso al reale.

Dopo una premessa metodologica che illustra i principi informatici ed esegetici adottati nella pianificazione del lavoro e una serie di osservazioni preliminari sulla formalizzazione concettuale dell’allegoria, sulle sue funzioni epistemologiche e sui principali modelli elaborati dalla tradizione patristica e scolastica, vengono esaminati i processi che hanno condotto all’assimilazione dell’allegoria all’interno della cultura cristiana, delineato il contesto teorico in cui si afferma come medium di verità e affrontato il problema della legittimazione dei testi pagani e della Scrittura attraverso l’allegoresi (Parte I – Contesti).

La prima sezione del volume (Parte II – Teologia) è dedicata alla riflessione sui rapporti tra lettera e senso spirituale, alla dottrina e alla formazione della quadripartizione esegetica e alla sintesi tomista tra scientia sacra e linguaggio figurato. L’indagine mostra come il Medioevo abbia elaborato una complessa rete di strumenti interpretativi capaci di conciliare il rigore della lettura letterale con la ricerca di significati testuali ulteriori.

La seconda sezione (Parte III – Poesia) affronta il nodo del rapporto tra fictio e veritas nella poesia medievale, ricostruendo il dibattito sull’integumentum, sulle personificazioni allegoriche e sulle forme della finzione poetica come veicolo di verità. In tale prospettiva, Dante occupa una posizione centrale: lo studio del cosiddetto «pluriallegorismo» della Commedia consente infatti di rivelare la coesistenza di differenti modalità allegoriche e la loro interazione all’interno del poema, offrendo una nuova riflessione sulle dinamiche di costruzione e interpretazione del senso dell’opera dantesca.

Nel suo complesso, il lavoro si propone come un supporto critico alla lettura del testo medievale, mettendone in luce la stratificazione semantica e la persistente fecondità interpretativa.