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La ricezione di Dante in contesti di conflitto ideologico

Tavola rotonda nell’ambito della manifestazione Nel nome di Dante

La ricezione di Dante in contesti di conflitto ideologico

21 maggio 2021

Tavola rotonda online: ore 14:30-16:00

L’evento si svolge in italiano ed è aperto al pubblico
Preside il prof. Christopher Rundle (Università di Bologna)

Partecipano:

Prof. Jacob Blakesley (Università di Leeds, UK)

La Divina Commedia tradotta nel mondo: conflitti e censura

Attingendo al mio libro in fieri sulle traduzioni della Divina Commedia, dal cinquecento ad oggi, propongo di introdurre le dinamiche delle traduzioni dantesche nel mondo moderno, dall’occidente all’oriente. Esaminerò alcune zone dove la ricezione di Dante fu (e continua ad essere) segnata dal conflitto ideologico, in termini politici (la censura durante la Guerra Fredda) e religiosi (l’episodio con Maometto ne l’Inferno). Considererò dunque dei casi di traduzione in diverse lingue, fra cui l’arabo, persiano, latino, e altri.

Prof. Sona Haroutyunian (Università Ca’ Foscari Venezia )

Dante e il Genocidio armeno

Gli armeni non solo hanno considerato la Commedia un gioiello della letteratura universale, ma vi hanno letto la tragedia del proprio popolo. È importante notare che sin dall’inizio dell’Ottocento l’esistenza di una ricca tradizione dantesca in armeno ha contribuito alla nascita delle nuove creazioni poetiche. L’intervento presenterà i poeti armeni influenzati soprattutto dall’Inferno per descrivere gli orrori del Genocidio. Di seguito analizzerà le loro creazioni poetiche, fornendo in anteprima anche delle traduzioni dei brani.

Prof. Kristina Landa (Università di Bologna)

Dante “poeta di Stalin”. La canonizzazione della Commedia negli anni del terrore

A partire dalla metà dell’Ottocento Dante viene considerato un autore religioso, il maggiore rappresentante della letteratura cattolica medievale; mentre, all’inizio del Novecento diventa modello ideale di autore mistico per i poeti simbolisti che cercano di plasmare un nuovo linguaggio poetico attingendo al poema dantesco come fonte di simbologia spirituale. Dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917 la traduzione della Commedia rappresenta, dunque, un problema per gli editori sovietici sottoposti alla nuova censura atea. Ma negli anni Trenta Dante si trasforma, per editori e critici, in un autore di un grande valore sociale, fino a essere menzionato, sulla stampa periodica, accanto a Lenin e Stalin. Questo processo di canonizzazione si completa nel 1946 quando il premio Stalin alla letteratura, il più prestigioso dell’epoca, viene assegnata per la prima volta a una traduzione: la Commedia tradotta da Michail Lozinskij. Tra i molteplici fattori che hanno contribuito a questa canonizzazione, il più significativo è stato il desiderio del potere sovietico di “appropriarsi” dei grandi classici del passato. Nel mio intervento mostrerò come, da persona non gradita al nuovo regime, Dante sia diventato uno degli autori ufficiali del potere sovietico tra gli anni Trenta e Quaranta.

Note biografiche

Jacob Blakesley è professore associato in letterature comparate e traduzione letteraria all’University of Leeds (Regno Unito). E’ co-direttore del Leeds Centre for Dante Studies. Dirige le collane Routledge Studies in Literary Translation e Leeds Studies on Dante (Peter Lang). Tra le sue pubblicazioni, le due monografie: A Sociological Approach to Poetry Translation: modern European poet-translators (Routledge, 2018) e Modern Italian Poets: Translators of the Impossible (University of Toronto Press, 2014).

Sona Haroutyunian è docente di lingua armena e della teoria della traduzione presso l’università Ca’Foscari di Venezia. Ha tenuto corsi e seminari e ha partecipato a convegni internazionali in Armenia, Francia, Italia, Polonia, Svizzera, Ungheria, Taiwan, Canada e Stati Uniti. Attualmente sta lavorando sulla monografia sulla fortuna di Dante nel mondo armeno. È autrice di due monografie inerenti al tema del genocidio nella letteratura e nella stampa italiana, più di trenta contributi in varie riviste scientifiche di impatto nazionale e internazionale, e di diverse traduzioni dall’armeno, compresi i romanzi di Antonia Arslan. Dal 2015 è stata incaricata dal Ministero degli Affari Esteri d’Italia per svolgere dei servizi di interpretariato a beneficio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Kristina Landa è dottore di ricerca in Letteratura italiana presso l’Università Statale di San Pietroburgo e dottore di ricerca in Traduzione, Interpretazione e Interculturalità presso l’Università di Bologna. Attualmente è ricercatrice in Slavistica presso il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione. È autrice di una serie di articoli in russo e in italiano su Dante e la ricezione di Dante in Russia, nonché di due monografie: Dante nello specchio delle traduzioni russe (San Pietroburgo, RHGA, 2020) e La poetica della letizia nella Commedia di Dante (San Pietroburgo, Aletheia, 2021).

Link del evento
Nota: non è richiesto un account/login; si può partecipare sia con l’applicazione Microsoft Teams, sia con il browser.

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