Al via la prima edizione della manifestazione annuale “Sarzana Dantesca” (14-15-16 ottobre 2016)

 

«Orma di Dante non si cancella».

Al via la prima edizione della manifestazione annuale

“Sarzana Dantesca” (14-15-16 ottobre 2016)

 

Iniziamo a segnalare iniziative e progetti danteschi in Italia e all’Estero, con l’intento di dare risalto alle molte che, per vari motivi, possono risultare meno note anche fra gli specialisti e gli interessati. Si cercherà di creare una mappa aggiornata delle iniziative dedicate a Dante, specie per valutare quali possono essere i tipi di divulgazione adatti ai nostri tempi [Per i coordinatori del Gruppo Dante – Adi: A.C.]

Sarzana e la Lunigiana costituiscono un territorio di primario interesse per gli studi danteschi. La presenza del Poeta a Sarzana e a Castelnuovo Magra il 6 ottobre del 1306 in veste di procuratore per la pace siglata fra i Malaspina e il vescovo-conte di Luni è testimoniata da due Atti notarili conservati oggi all’Archivio di Stato della Spezia, entrambi rogati dal notaio sarzanese ser Giovanni di Parente di Stupio e, secondo alcuni studiosi, ‘dettati’ in parte dallo stesso Dante. Essi sono anche i soli documenti dell’esilio dantesco pervenuti ai nostri giorni nei quali si legge il nome del Poeta.

La frase «orma di Dante non si cancella» suggella l’epigrafe dettata nel 1906 in occasione del sesto centenario della ‘Pace di Dante’ da Achille Pellizzari e collocata sulla facciata del Palazzo Comunale di Sarzana (in Piazza Matteotti, l’antica ‘Piazza della Calcandola’ dove fu ratificata la nomina di Dante a procuratore dei Malaspina) il 6 ottobre di quell’anno, giorno in cui la Società Dantesca Italiana tenne a Sarzana il suo annuale Congresso Nazionale. Tale frase è parsa l’emblema più significativo per promuovere una manifestazione sarzanese dedicata a Dante, attraverso cui la città di Sarzana e tutta la Lunigiana intendono commemorare, di anno in anno, il soggiorno del Poeta in questa terra ricca di storia.

 

Il Comitato organizzativo di “Sarzana Dantesca”, presieduto dal Dott. Carlo Raggi, Presidente dell’Associazione culturale “I Giardini d’Ilio” e membro della Società Dante Alighieri della Spezia, si avvale di un Consulente scientifico di provenienza universitaria, il Prof. Paolo Pontari, docente di Filologia medievale e umanistica presso l’Università di Pisa e membro della Società Dantesca Italiana, al quale abbiamo chiesto di illustrare il progetto dell’iniziativa e il programma degli eventi di questa prima edizione.

 

Sarzana e Dante: che valore ha questo binomio?

 

La trattativa di pace conclusa il 6 ottobre 1306 tra i Malaspina e il vescovo-conte di Luni Antonio da Camilla ha per protagonista indiscusso Dante: il ruolo decisivo che il Poeta ebbe in questa delicata risoluzione diplomatica non è stato ancora incisivamente valutato, considerata l’importanza che l’episodio merita nella ricostruzione della biografia dantesca. Poche sono le città che possono vantare con sufficiente certezza la presenza del Poeta nei lunghi e sofferti anni del suo esilio, e per di più nessuna di esse, all’infuori di Sarzana e di Castelnuovo Magra, può certificare tale presenza attraverso una testimonianza documentaria ufficiale: gli Atti della Pace del 1306 esibiscono infatti a chiare lettere e ripetutamente il nome di Dante, procuratore dei Malaspina, un nome che altrove rimane sempre occultato nelle testimonianze documentarie coeve. Sarzana e la Lunigiana hanno dunque il privilegio di rappresentare un luogo dantesco storicamente accertato e una parentesi fondamentale dell’attività letteraria e politica del Poeta: basti pensare al suo rapporto con i Malaspina e al periodo fecondo che il soggiorno lunigianese rappresenta per la stesura iniziale della Commedia. E non si dimenticheranno le vessate questioni offerte dall’epistola a Moroello di Giovagallo e ancor più dall’enigmatica lettera di frate Ilaro del Monastero del Corvo a Uguccione della Faggiola: esse arricchiscono un microcosmo ‘lunigianese’ che in Dante e Sarzana trova un binomio perfetto di sintesi storica e letteraria.

 

Come e perché è nata l’idea di una manifestazione su Dante a Sarzana?

 

Le celebrazioni dantesche che a Sarzana e in Lunigiana si sono tenute in passato, e soprattutto il settimo centenario della ‘Pace di Dante’ nel 2006, hanno gettato luce sulla vasta e complessa gamma di interessi relativi alla cosiddetta ‘dantistica lunigianese’ e hanno altresì registrato una forte esistenza di spazi di domanda culturale. Si deve a un’intuizione di Carlo Raggi la genesi dell’idea di una manifestazione dantesca che per la prima volta individuasse la città di Sarzana come ‘baricentro’ di un territorio più ampio, la Lunigiana, tappa fondamentale tra i luoghi dell’esilio dantesco. Il mio coinvolgimento in questa iniziativa in veste di consulente scientifico trova ragione, oltre che nei miei interessi specifici su Dante, anche nel mio profondo legame con il territorio lunigianese e spezzino in particolare, a cui ho dedicato in passato alcuni importanti studi e in cui da molti anni ormai risiedo stabilmente: Carlo Raggi ha individuato in me una ‘spalla’ accademica alla quale affidarsi per varare questo originale progetto, in cui ho da subito creduto. Una serie di patrocini istituzionali mirati, come quelli della Presidenza della Repubblica, della Regione Liguria, della Provincia della Spezia, del Comune di Sarzana, dell’Università di Pisa e della Società Dantesca Italiana hanno garantito un ottimo viatico per la diffusione di questa iniziativa culturale, che tra pochissimi giorni aprirà i battenti.

 

Quali sono gli eventi in programma di questa prima edizione di “Sarzana Dantesca”?

 

Il nucleo essenziale di questa prima edizione di “Sarzana Dantesca” sarà costituito dalla conferenza che si svolgerà nella mattina di sabato 15 ottobre presso la Fortezza Firmafede di Sarzana: un doppio intervento, uno mio e uno della Professoressa Eliana M. Vecchi, rinomata studiosa locale e Presidente della Sezione lunense dell’Istituto internazionale di Studi liguri, farà il punto sullo stato degli studi su Dante e la Lunigiana e sull’episodio centrale della ‘Pace di Dante’ del 1306, offrendo nuove prospettive critiche. Parallelamente, presso la Sala consiliare del Palazzo del Comune di Sarzana, da venerdì 14 a domenica 16 ottobre, avrà luogo la Mostra documentaria dedicata a “Dante e la Lunigiana”: un percorso espositivo di tutti i più importanti documenti legati al soggiorno lunigianese del Poeta e di altri documenti del tempo di Dante conservati presso la Biblioteca Comunale di Sarzana, l’Archivio di Stato della Spezia e l’Archivio Diocesano di Sarzana. Oltre alla conferenza e alla Mostra documentaria, la città di Sarzana e il territorio limitrofo saranno coinvolti nell’evento con una serie di parallele iniziative culturali, artistiche e commerciali: l’apertura straordinaria di monumenti e luoghi di interesse con visite guidate (la Fortezza Firmafede a Sarzana, il Monastero di Santa Croce del Corvo, la Torre dei Vescovi a Castelnuovo Magra), la mostra fotografica dei luoghi danteschi in Lunigiana (a cura di Lorenzo Pecunia, nell’atrio del Palazzo Comunale di Sarzana) e i ristoranti di Sarzana con proposte di menù medievali.

 

Quali sono i risultati attesi di questa iniziativa e cosa si prevede per il futuro?

 

La vasta offerta culturale sarzanese comprende già una serie di importanti eventi con ciclicità annuale, primo fra tutti il noto “Festival della Mente”, il cui ambito di attrazione supera ampiamente i confini regionali: obiettivo auspicabile di “Sarzana Dantesca” è quello di divenire, al pari di manifestazioni locali di rilievo, un appuntamento ‘fisso’ per la valorizzazione della Lunigiana dantesca, puntando a diversi target sociali e generazionali. In questa prima edizione ci auguriamo che la nostra manifestazione registri un successo ‘qualitativo’ più che ‘quantitativo’, prospettando una risonanza più ampia e un’affluenza di pubblico nelle successive edizioni, nelle quali saranno migliorati molti aspetti organizzativi e risolte eventuali criticità gestionali. Auspichiamo perciò che l’evento possa incrementare, di anno in anno, la propria offerta culturale e che, al pari del Festival della Mente, possa accogliere un vasto pubblico nazionale e internazionale.